Dall’abbondanza del cuore parla la bocca

Dall'abbondanza del cuore parla la bocca
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Giacomo 3:4-12

Ecco, anche le navi, benché siano cosí grandi e siano spinte da venti impetuosi, sono guidate da un piccolo timone, dovunque vuole il timoniere. Cosí anche la lingua è un piccolo membro, eppure si vanta di grandi cose. Osservate: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell’*iniquità. Posta com’è fra le nostre membra, contamina tutto il corpo e, infiammata dalla *geenna, dà fuoco al ciclo della vitaOgni specie di bestie, uccelli, rettili e animali marini si può domare, ed è stata domata dalla razza umana; ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male continuo, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre; e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio. 10 Dalla medesima bocca escono benedizioni e maledizioni. Fratelli miei, non dev’essere cosí. 11 La sorgente getta forse dalla medesima apertura il dolce e l’amaro? 12 Può forse, fratelli miei, un fico produrre olive, o una vite fichi? Neppure una sorgente salata può dare acqua dolce.

Navigando su Facebook ho notato come molti sulla propria bacheca inseriscono o condividono diversi post tratti dalla Parola di Dio per incoraggiare ed edificare. Ci sono veramente dei messaggi stupendi che girano per la rete. Ma mi chiedo: a che cosa  serve postare tali messaggi se subito dopo si pubblicano altri post dive si parla male di altre persone, si dicono parolacce o addirittura si augura alle altre persone il male (in altre parole si maledice)?
Mi chiedo: diresti queste parole davanti al tuo pastore o ad una persona di cui hai stima? Penso di no.
Dobbiamo/devo imparare ad essere coerente. Dall’abbondanza del cuore parla la bocca.

A volte con la nostra bocca benediciamo e malediciamo la nostra vita allo stesso tempo. Prima prendiamo posizione (???) in preghiera prendendo magari il classico versetto che conosciamo a memoria del tipo “io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” e poi quando il problema ci si presenta diciamo “sono stanco non ce la posso fare“. Immagino gia Dio che dice “insomma figlio mio mettiti d’accordo!“.

Riflettiamo!

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